mercoledì 12 dicembre 2012

Parigi val bene una mezza (settimana lavorativa)

Come già anticipato in precedenza, mi ritrovo parcheggiato a tempo vagamente determinato a Parigi, una città talmente avanti che ci pianterei persino le tende, se la mia solita fotta di schiodarmi verso luoghi remoti non me lo impedisse.
All'orizzonte non ci sono grosse spese e del gruzzolo neozelandese, nonostante i recenti zingarismi, ne avanza abbastanza da permettermi, una volta tanto, di lavoricchiare senza alcun affanno in un ostello di Montmartre, dove reggo la reception per 3 notti a settimana per lo stesso stipendio netto che percepivo in Italia lavorandone 5 in ufficio (ovviamente in regola e con contratto a tempo indeterminato, altro che le prese per il culo di Pizzaland!).

Il mio gaio lavoro, oltre che essere di mio gradimento per la cortezza della settimana, mi permette anche di osservare la fauna del backpacker dall'altra parte della barricata, individuando curiose categorie che mi erano sfuggite durante le mie innumerevoli visite agli ostelli sparsi in giro per il mondo in qualità di ospite. Per esempio:

Gli ispanici: gli spagnoli/sudamericani sono veramente ignoranti, nel senso che evidentemente ignorano che in Francia non si parla la loro lingua. I più astuti esordiscono con un "habla espanol?" che da parte mia riceve puntualmente come risposta un secco "no!", giusto per far loro capire che a Parigi = francese, tutt'al più inglese, ma che nessuno é tenuto a parlare spagnolo. Ovviamente poi si cerca di venirsi reciprocamente incontro e si sistema tutto.
I peggiori sono però quelli che partono subito a razzo parlando il loro bizzarro idioma dando per scontato che tu lo capisca e tu gli dici ooooooooooooh Miguel Hernandez, ma dove credi di essere, a Tijuana? Cosa ti fa pensare che io abbia capito una mezza parola di quello che hai detto?
Notare che scene del genere avvengono con la totalità dei clienti ispanici e solo con loro!
Nonostante ciò, la palma di imbecille dell'anno la vince una certa Marieke Van Brokkolen o qualcosa del genere, che ha mandato una lunga mail di domande in olandese. Alché io gli ho risposto che non ci ho capito una fava. Ovviamente in Italiano! Sto ancora aspettando una replica.
The axis of evil: così come il Sole in trigono con Urano (e un po' di ketchup) fa risvegliare dalla tomba il Conte Dacula e la sua stirpe di paperi-vampiri, un'altra congiunzione astrale sfavorevole porta terrore e distruzione negli ostelli di mezzo mondo: la contemporanea presenza di inglesi, australiani e canadesi.
Quando queste tre nazionalità si presentano contemporaneamente sulla lista degli ospiti, già sai che sarà una lunga notte di rumore ed ubriachezza molesta coi britannici in qualità di fomentatori, pronti ad innaffiare con ettolitri d'alcol la stupidità degli australici e ad innalzare il volume delle ugole canadesi, gente a cui evidentemente non é permesso comunicare con un tono di voce normale nonostante siano le 3 del mattino.
Quelli che non han mai visto una porta chiusa in vita loro: ore due del mattino, per evidenti ragioni di sicurezza la porta d'ingresso è chiusa a chiave. Ovvio no? E allora perché, nonostante i cartelli a caratteri cubitali che appongo ovunque per ricordarlo, mi ritrovo sempre degli assatanati appesi alla suddetta porta cercando di aprirla nonostante sia palese che questa é chiusa da un dispositivo che solo io posso sbloccare? La gente si fa!
I bambinoni: i patatoni si son fatti degli amichetti sul pullman ed ora vogliono stare nella stessa stanzina a fare la nanna o forse a raccontarsi storie di paura al termine di un pigiama-party, chissà. Che carini, peccato che nella stanza non ci siano letti disponibili e allora frignano e mettono il broncio, i patatoni.
Ma fate i seri che c'avete 30 anni!
Quelli che pensano di stare in agenzia viaggi: Se a Parigi mi chiedi cosa c'é da vedere a parte la Tour Eiffel o dove andare a far gallina coi tuoi amici mi va pure bene, ma se cominci a chiedere quanto ci mette il pullman tra Berlino e Praga, quanti voli ci sono al giorno tra Londra e Timbuctu o se é troppo allungare a Bucarest per andare da Parigi a Londra, beh allora figlio mio guarda l'insegna fuori, c'é scritto "ostello", no "Alpitour" (ahi ahi ahi ahi)
I pokeristi: questi li avevo notati anche da cliente: era la mitica batteria di estoni, giunti in Australia solo per guardare la TV. Non lavoravano, non giravano, non mangiavano. Loro guardavano la TV.
Qui a Parigi invece abbiamo i giocatori di poker online, tra i quali spicca lo svedese che una sera arriva tutto incazzato lamentandosi che il wireless é lento e che stava perdendo un sacco di soldi, alché io tutto preso male che pensavo chissà quale importante videoconferenza di lavoro stesse facendo. Poi gli passo di fianco e stava giocando a Texas Hold'em sul portatile. Gli volevo spaccare uno sgabello in testa.

Reazioni: 

5 commenti:

Anonimo ha detto...

ahahah si è risvegliata anche la tata del conte daculo x caso???

Daniele ha detto...

quella non dorme mai... il padroncino dacula deve essere sempre protetto!

Marco Zara ha detto...

che ghei

Anonimo ha detto...

ghei è un anno che non scrivi più...figa era l'unica cosa buona che avevi fatto nella tua cazzo di vita!

- aldino -

cooksappe ha detto...

lavorareeee