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giovedì 26 maggio 2011

Largo alle immagini

Beh visto che oggi non ho una fava da raccontare, vi propongo un po' di foto random delle ultime settimane in NZ, così magari 5 minuti di mattinata lavorativa ve li faccio passare.
Ah, già che ci siete magari iscrivetevi al gruppo di Faccialibro se non l'avete già fatto, così vi tengo aggiornati meglio.

Album collegato: Nuova Zelanda

sabato 23 aprile 2011

Fuga da Christchurch

Ormai già mi vedevo. Bloccato a Chiesadicristo per settimane, in attesa di una risposta da quelli della banca che a tutt'oggi mi devono sistemare la carta di credito, unico mezzo che mi avrebbe permesso di prenotare un benedetto bus per Cittadellaregina.
Eh già, perchè qua si fa presto a dire "prendo e vado a Queenstown". No! Tutti gli uffici turistici di Christchurch sono (erano) in centro, e il centro di Christchurch vi ho già detto come è conciato, quindi unica soluzione sarebbe stata la prenotazione online, ma senza le graziose 16 cifre della credit card c'è ben poco da prenotare.

Con questa premessa è facile intuire il mio umore quando, verso le 9 di mattina, me ne stavo uscendo con aria mesta dal mio ostello, pronto a farmi la solita vasca per raggiungere il supermercato di Marivale per prendere qualcosa da sbranare a pranzo e cena.
Si da il caso che proprio di fronte al mio ostello ci sia il capolinea del bus per Queenstown alchè,  con aria rassegnata, mi avvicino al cocchiere - sosia di Meathook di Monkey Island (lo cito per i più nerd di voi) - e gli chiedo:
"Caro Meathook, non è che per sbaglio, nonostante sul sito ci sia scritto a chiare lettere che i cocchieri non prendono soldi, tu ti acchiappi ste due banconote  plastificate della Bank of New Zealand e mi porti laddove io voglio andare?"

Meathook non se lo fa ripetere due volte e con aria molto aumm-aumm si intasca sti 30 dollari (il biglietto sul sito costava tra i 40 e i 50) e la soddisfazione è reciproca. Unico problema: si parte fra 15 minuti.
In venti secondi raccatto i miei poveri averi e in men che non si dica sono a bordo del lamierone che mi porta a destinazione in "appena" 9 ore (!!!) in cui avrò tutto il tempo di verificare la statistica secondo la quale in Nuova Zelanda ci sono 10 pecore per ogni abitante. Ajò!
Ovviamente ci sono problemi anche a Cittadellaregina, dato che tutti gli ostelli sono pieni - a sentire i receptionist vari - a causa del fatto che è il venerdì prima di Pasqua. Onestamente mi sfugge il collegamento fra le due cose: cos'è, regalano le uova di cioccolato il venerdi di pasqua a Queenstown? Perchè dovrebbero esserci più backpackers del solito? Non lo sapremo mai!
Fatto sta che è buio da un pezzo, comincia a piovere e io mi sto già preparando psicologicamente a dormire per strada quando, in extremis, trovo l'ultima branda disponibile in un ostello non segnato sulla mia mappa e che ho raggiunto vagando completamente a caso. La prova provata che sacramentare in aramaico alla fine aiuta.
E quindi ora son qui, sulle rive del lago Wakatipu, un posto obiettivamente notevole, circondato da alte montagne che fra un paio di mesi saranno verosimilmente innevate, alla ricerca di un lavoro che secondo i miei calcoli non dovrebbe mancare, dato che siamo nella fase di transizione tra la stagione estiva e quella invernale, periodo nel quale dovrebbe avvenire il cambio generazionale del backpacker lavoratore.

Queenstown e il lago Wakatipu. Meglio del binomio Segrate-Idroscalo eh?

martedì 19 aprile 2011

Dopo un'attenta analisi...

Che dicevo nel post precedente? Gli unici edifici danneggiati dal terremoto di febbraio sembrano essere solo delle vecchie chiese? Beh questo forse vale solo per la zona residenziale attorno al motel del nonno crucco, in realtà il centro città è conciato veramente male. Ad occhio, almeno 4 chilometri quadrati di città sono stati evacuati, recintati e chiusi ai non addetti ai lavori. Tutte le attività commerciali al suo interno – cioè il 90% del totale – sono chiuse e/o severamente danneggiate e gli abitanti trasferiti chissà dove.
E devo ammettere che è un vero peccato, non solo per la povera gente che abitava e lavorava li, ma anche, egoisticamente parlando, per me, dato che nella mia lunga passeggiata odierna attorno alla “zona proibita” ho potuto constatare che Christchurch è davvero una bella cittadina, o almeno pare esserlo quando è tutta intera, e mi sarebbe piaciuto piantarci le tende per qualche mese a lavorare, ma obiettivamente lavorare dove? E’ tutto chiuso! Stamattina per andare a prendere 2 cose da mangiare al supermercato mi sono dovuto sparare un’ora a piedi verso l’allegro quartiere periferico di Marivale, tanto per dirne una.
Oltretutto oggi ho sperimentato il mio primo terremoto: ero seduto sul tappeto della mia stanza davanti al tavolino e ad un gustoso piatto di pasta con le lenticchiette e, mentre ero li che mi guardavo beatamente “Noi uomini duri” con Pozzetto e Montesano, comincia a tremare tutto. Ok ok, ammetto che forse sono io che sono una mezza figa, si trattava in effetti di una scossetta ridicola che sarà durata un secondo, ma vista la mia scarsa esperienza sismica me ne sono andato un attimo in tachicardia.
Beh morale della favola, ora devo solo attendere che quei rimbambiti della banca mi sistemino la carta di credito per saldare il conto col nonno crucco e recuperare il mio passaporto datogli in ostaggio, dopodichè migrare istantaneamente in direzione sud verso Queenstown: da “Chiesadicristo” a “Cittadellaregina” il passo è breve.

domenica 17 aprile 2011

Paese che vai, problemi che trovi

Sono arrivato in Nuova Zelanda da quanto, due ore? E già un misto di problemi che non avete idea.
Atterrato alle 2 del pomeriggio ora locale al gaio aeroporto di Christchurch dopo 31 ore fra voli e scali, il mio unico pensiero era trovare una branda a poco prezzo e buttarmici a peso morto finchè ripiglio non ci avesse separato.
Già che al controllo passaporti vengo blindato da due della Polizia di Frontiera neozelandese che mi invitano in uno stanzino perchè "dobbiamo parlare del tuo visto"... e vabbè parliamone: no, non ho un volo d'uscita dalla Nuova Zelanda, si, ho i soldi per comprarmelo eventualmente, no, non ho scarponcini da trekking sporchi di suolo contaminato (?!?!), mi mollate ora?
Mi mollano, e appena mi affaccio all'uscita vengo investito da un vento polare, il diluvio universale e un freddo che non ci si crede. Rientro, realizzo che forse avere della moneta locale potrebbe tornare utile al fine di raggiungere il centro città, cambio 15 euro in 22 dollari, poi vado al bancomat a prelevare ulteriore contante. La carta mi viene rimbalzata al primo, al secondo, al terzo sportello, provo con la carta di credito, macchè: sono dall'altra parte del mondo con 20 dollari in tasca e due inutili pezzi di plastica.
Chiedo in giro se qualcuno alza cash advance con la carta di credito: manco per sbaglio, decido quindi di giocarmela come posso.
Esco dall'aeroporto e becco il primo tassinaro che mi capita, un cinese che parla inglese a malapena. Gli faccio presente che ho problemi con le mie varie carte e gli propongo di provare a pagare la corsa in anticipo, così vediamo se funziona qualcosa almeno con lui.
"No no se tu non avele calta funzionante io no plendele te"
gli faccio "giovane, prova a vedere se funziona e poi vediamo"
"No ma io non avele lettole elettlonico, avele affale con calta calbone"
"Aaaaaaaah, ma allora il problema è risolto" - "la carta non va solo con i lettori elettronici, se facciamo alla vecchia maniera dovrebbe andare".

Il cinese si beve sta cazzata e accetta di tirarmi su. Mi spiace prenderlo per il culo, ma non ho scelta e comunque sono obbligato a risolvere il problema tempo zero, probabilmente prima anche che lui stesso se ne accorga!
Nel tragitto verso il centro il cinese mi asciuga, ma non ho tempo di stare ad ascoltarlo, devo pensare a come convincere il proprietario dell'accomodation che troverò a darmi una branda nonostante io non abbia una lira. Logicamente dovrò giocarmi la carta "passaporto" e già mi ripasso nella mente la sceneggiata pietosa che sarò costretto a fare per convincerlo.
Come se non bastasse, in un raro momento in cui sto ad ascoltarlo, il cinese mi spiega che la cheap accomodation me la posso anche sognare: gli ostelli da 20 miseri dollari sono in centro e il centro è chiuso anche al traffico pedonale dopo il terremoto di qualche mese fa.
Effettivamente le vie attorno a Cathedral Square sono tutte sbarrate e la cosa mi fa anche abbastanza incazzare visto che apparentemente gli unici edifici danneggiati sono solo delle vecchie chiese, cattedrale compresa. Niente male per una città che si chiama Chiesadicristo!
Vabbè, morale ripiego sulle pensioncine di periferia e al secondo tentativo becco il mio salvatore: il nonno crucco e il suo motel! Gli spiego la situazione e la prima cosa che mi chiede è se non è che per caso la carta l'ho rubata e non funziona perchè il proprietario l'ha bloccata. Oltretutto, mentre da un'occhiata al passaporto che gli ho dato come garanzia, nota che il timbro della frontiera che mi han messo un'ora prima, ha la data del 16 aprile anzichè del 17. Gli dico che si son sbagliati - è la verità - ma al nonno la cosa puzza un po'.
In fondo però il nonno crucco, emigrato negli anni che furono da Berlino, si mostra magnanimo e mi concede sulla fiducia una immensa stanza con televisore e internet.
In attesa di risolvere il problema soldi e di scoprire se il nonno è davvero un criminale di guerra nazista fuggito dall'altra parte del mondo per non farsi prendere dal Mossad, vi saluto.