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domenica 29 luglio 2012

Prossima tappa: Iran

Capitale: Tehran
Storia in breve:  Abitata da varie popolazioni autoctone studiate sui libri di scuola da migliaia di anni prima di Cristo, venne successivamente conquistata dagli arabi che imposero l'Islam. In tempi recenti vanno segnalati il cambio del nome da Persia a Iran negli anni '30 del XX secolo e la rivoluzione del 1979 che cacciò lo Scià instaurando la Repubblica Islamica con a capo l'Ayatollah Khomeini, morto nel 1989.
Cose da vedere:  Il tragitto prevede di iniziare nella città di Mashhad, non lontano dal confine turkmeno, per poi attraversare il deserto del Dasht-e Kavir e visitare le città di Yarz, Shiraz (con le rovine di Persepoli), Esfahan e poi finalmente giungere nella capitale Tehran.
Aspettative:  E' raro sentire solo recensioni positive su di un paese da parte degli altri viaggiatori, ma da chi è stato in Iran non ho sentito una sola parola che non fosse di entusiasmo, sia per il posto che per la gente. Aspettative molto alte quindi.
Pazzesco se ci pensi:  Il funerale dell'Ayatollah Khomeini, il padre della rivoluzione del 1979, fu probabilmente uno dei più seguiti della storia, con oltre 10 milioni di persone riverse per le strade a piangerlo che riuscirono addirittura a rubare la salma dal corteo funebre portandola a spalla e strappandone le vesti per ottenere reliquie.
Il tragitto iraniano

giovedì 19 luglio 2012

Prossima tappa: Turkmenistan

Capitale: Ashgabat
Storia in breve: Similmente ad altri paesi della zona, il Turkmenistan ha seguito la solita trafila: da nomadi, a conquistati da macedoni, arabi e mongoli, fino ai piu' recenti cambi di potere fra i vari Khan ed i russi zaristi prima e bolscevichi poi. Il Turkmenistan e' indipendente dal 1991, data della caduta dell'URSS.
Cose da vedere: Considerando che al momento della scrittura di questo post sono ancora prigioniero a Tashkent, ostaggio dell'ambasciata turkmena che non si e' ancora degnata di mettermi il visto sul passaporto (e siamo al 24esimo giorno di attesa!!!!) onestamente non so cosa riusciro' a vedere. Anche perche tutto sto casino e' solo per un visto di transito da 3 o 5 giorni (a loro discrezione) per cui sebbene in lista ci siano le rovine dell'antica citta' di Merv, la capitale Ashgabat ed i crateri di Derweze, temo che una o piu' di queste destinazioni sara' facilmente saltata.
Aspettative: Un enorme deserto in cui bisogna fare i salti mortali per entrare. Non ci ho ancora messo piede, ma gia' non vedo l'ora di lasciarmelo alle spalle.
Pazzesco se ci pensi: Ogni cittadino turkmeno ha diritto a 650 litri di benzina gratis all'anno, piu' gas ed elettricita' gratis fino al 2030. Si, peccato che debba sottostare ad una delle dittature piu repressive ed oppressive della terra, seconda al mondo dietro alla Corea del Nord.

venerdì 29 giugno 2012

Prossima tappa: Uzbekistan

Storia in breve: In origine il territorio dell'attuale Uzbekistan era abitato da popolazioni che contrariamente ai loro vicini erano piщ sedentari che nomadi e che furono nel tempo conquistati da Persiani, Arabi (che diffusero l'Islam) e Turchi, finchи finalmente si impose una popolazione di origine mongola che prese il nome dal loro Khan piщ importante, Ozbeg.
L'arrivo dei poco amichevoli Zar nel XVIII secolo diede inizio alla colonizzazione russa di questi luoghi che culminт con la creazione della Repubblica Socialista Sovietica Uzbeka, i cui confini, puramente artificiosi disegnati da Stalin, sono resistiti fino alla caduta dell'Impero Sovietico e costituiscono l'attuale linea di frontiera della Repubblica dell'Uzbekistan.
Cose da vedere: Dopo aver dato un'occhiata alla certo non entusiasmante capitale Tashkent ed aver sbrigato le ultime formalitа consolari con iraniani e turkmeni, si parte in direzione ovest per vedere le tre cittа piщ belle dell'Asia Centrale, ovvero Samarcanda, Bukhara e Khiva. Puntatina anche nell'ex cittа portuale di Moynaq nella regione del Karakalpastan, per dare un'occhiata agli effetti del disastro del Lago d'Aral (di cui parlerт a tempo debito). Dopodichи si ritorna a Tashkent, si recupera il passaporto  all'ambasciata del Turkmenistan e si passa il confine verso quest'ultimo.
Aspettative: Io l'ho sempre detto che l'Uzbekistan и un posto della madonna, ma in genere nessuno mi ha mai creduto. In effetti l'unico punto fermo del mio intero viaggio da Hong Kong all'Europa era la visita a questo paese. Avrei potuto saltare qualsiasi altra destinazione, ma non l'Uzbekistan. Inutile dire che mi aspetto grandi cose.
Pazzesco se ci pensi: State attenti a quanta valuta straniera cambiate in Uzbekistan perchи rischiate di ritrovarvi in mano un quantitativo di banconote inimmaginabile: il taglio piщ grande della moneta locale – il Som Uzbeko – vale infatti al momento appena 30 centesimi di euro!

lunedì 11 giugno 2012

Prossima tappa: Kazakistan

Storia in breve: In origine le steppe dell'attuale Kazakistan erano abitate da popolazioni nomadi finchè il territorio non venne conquistato prima dagli Unni, poi dai Mongoli i quali si islamizzarono e si divisero in due feudi, quello a nord, rimasto nomade, è quello kazako.
I russi si espansero in queste zone nella prima metà del 1700, usando il Kazakistan come confino per i dissidenti finchè i bolscevichi non presero il potere nel 1920 istituendo la Repubblica Socialista Sovietica Kazaka, imponendo la collettivizzazione, affamando la popolazione e considerando il territorio alla stregua di un laboratorio per test nucleari o come base di lancio per le missioni spaziali sovietiche fino all'indipendenza del 1991. Nel 1997 la capitale fu spostata da Almaty (Alma-Ata in epoca sovietica) alla nuovissima città di Astana.
Aspettative: Mica troppe a dire il vero. Ritengo il Kazakistan il paese meno affascinante della famiglia degli -stan, però in genere è proprio da dove ti aspetti di meno che arrivano le sorprese, no?
Itinerario e cose da vedere: La prima tappa del viaggio sarà giocoforza l'ex-capitale Almaty in cui dovrò cercare fortuna all'ambasciata iraniana, dopodichè mi aspettano almeno 15 giorni di permanenza in suolo kazako (non posso entrare in Uzbekistan prima del 25/6 causa visto!), più che sufficienti per fare una capatina nella capitale Astana, nella storica Turkistan e tentare la mission impossible di avvicinarsi al Cosmodromo di Baykonur senza farsi arrestare.
Pazzesco se ci pensi: Il nome scelto per la nuova capitale nazionale dal 1997, Astana, in kazako significa... "capitale". Cazzo che fantasia!

Ed ora tutti in piedi per l'inno nazionale:

domenica 13 maggio 2012

Prossima tappa: Mongolia

Massima estensione dell'Impero Mongolo: meno male
che si sono ritirati, se no sai quanti tourist visa da 30 giorni
dovevo chiedere per visitare tutta sto posto?
Storia in breve: Il territorio dell'attuale Mongolia fu abitato in tempi antichi da tre diverse popolazioni dedite al nomadismo ed alle scorribande in mezzo mondo. I primi furono gli Unni, (si, quelli di Attila, A come atrocità, doppia T come terremotetraccedia etc...) che nonostante nell'immaginario collettivo siano dei crucchi con le corna sull'elmo, in realtà erano di origine mongola e si spostarono facendo disastri fino alle soglie di Roma una volta perse le proprie terre originarie nel IV secolo d.C..
Dopo gli Unni s'insediarono delle tribù turche (si, turche!!), la cui stirpe iniziò, secondo la leggenda, grazie ad un ragazzino lasciato per morto, ma poi salvato e cresciuto da una lupa (questa la devo aver già sentita da qualche altra parte). I turchi però ben presto migrarono verso occidente andando incontro ad altri guai e lasciando il via libera per una nuova tribù emergente – i Mongoli – i quali intorno al 1200 d.C., sotto la guida di Gengis Khan, smisero di fare i ragazzini malmostosi facendosi la guerra fra di loro e si riunirono in un piccolo ma spietato esercito che conquistò entro breve mezza Asia, arrivando a toccare l'Europa orientale.
Dopo la morte di Gengis Khan, i successori non si dimostrarono all'altezza del loro avo e l'impero inevitabilmente si sgretolò, mentre nel territorio dell'attuale Mongolia si potè assistere ad un estenuante tira e molla tra le varie dinastie di imperatori cinesi che si contesero la zona, finchè nel XX secolo la Mongolia finì sotto l'influenza sovietica fino a metà degli anni '90 venne eletto il primo governo non-comunista della Mongolia moderna.
Lo sapevate che il 99,9% dei mongoli
sono in realtà normalissimi?
Parola di Selenge Erdene-Ochir,
miss Mongolia 2006!
Aspettative: Ovviamente alte. La Mongolia è nella mia personale top-ten dei posti da vedere assolutamente prima di tirare le cuoia.
Tragitto e Cose da vedere: Si fa presto a dire tragitto in Mongolia, la verità è che non ho bene in mente un tragitto, questo dipende da come e con chi si girerà, cose che scoprirò solo sul posto, perchè pare che da quelle parti sia cosa buona e giusta zingarare con mezzi propri, sharandoli con altri zingari raccattati per strada. Indicativamente però vorrei dare un'occhiata al Deserto dei Gobi, all'antica capitale Karakorum ed i famosi laghi e monasteri. Però anche qui c'è da valutare le distanze (enormi) e la qualità delle strade (immagino non eccelse) percui la decisione finale si prenderà all'ultimo.
Pazzesco se ci pensi: Nel dopoguerra la Mongolia fu ad un passo dal diventare la sedicesima repubblica dell'Unione Sovietica. L'allora dittatore mongolo Choibalsan, per quanto stalinista e filo-sovietico,  rifiutò categoricamente la proposta di rinunciare all'indipendenza del suo paese.

venerdì 20 aprile 2012

Prossima tappa: Cina

Fai poco lo sgargiante,
che sto arrivando!
Storia in breve: Si, certo, si fa presto a dire "storia in breve", questi stanno in piedi da 6 millenni, vabbè, ci provo comunque: dunque, in sintesi estrema si può dire che in origine il territorio cinese era suddiviso in decine di staterelli che furono in seguito unificati sotto varie dinastie di imperatori che si susseguirono fino all'arrivo dei mongoli, i quali, incapaci di gestire un impero immenso, persero il potere grazie ad una rivolta che portò al comando la dinastia forse più famosa, i Ming (si, quelli dei vasi).
Altre dinastie su cui si potrebbe scrivere un enciclopedia si susseguirono fino alla crisi derivata dall'espansione del colonialismo europeo nel XIX secolo ed alla caduta dell'ultima dinastia, i Qing, nel 1911. Dopo millenni di monarchia, s'installa una repubblica bagnata dalle solite guerre tra nazionalisti e comunisti, i quali vincono e fondano l'attuale Repubblica Popolare Cinese. Ecco a voi seimila anni di storia in 10 righe! Merito quasi un premio!

Aspettative: Altissime. Visto l'evolversi della situazione e grazie all'ottenimento di un visto di ben 4 mesi, avrò la possibilità di esplorare anche zone meno battute del paese come il Tibet e  la Cina Occidentale. Ah, un'ultima cosa: a costo di rimanere come clandestino, non si lascia la Cina finchè non vedo uno stracazzo di panda!
Tragitto previsto e cose da vedere: La zingarata cinese sarà divisa in due parti: nella prima risalirò da Hong Kong lungo la costa est fino a Shanghai, passando da posti impronunciabili tipo Guangzhou e Hangzhou, per poi deviare verso l'interno in direzione Xi'an, dove la cosa comincia a farsi interessante: i villaggi a sud della provincia di Anhui, il Tempio Shaolin della provincia di Henan e l'esercito di terracotta di Xi'an saranno le principali, ma non uniche, mete del tragitto fino a Pechino dove, una volta messa la spunta sulla Grande Muraglia e aver fatto un tour pieno di fotofotofoto della città, si potrà prendere un treno in direzione Ulaan-Bator, Mongolia.
Terminato il giro in Mongolia, vista la rinuncia al giro in Siberia, si rientra in Cina, puntando dritti verso sud-ovest, in direzione del tiepido e pianeggiante Tibet, per poi risalire nell'estremo occidente ad Urumqi ed attraversare il confine col Kazakistan e verificare una volta per tutte il tasso di utilizzo del mankini nella terra di Borat.
Pazzesco se ci pensi: Sembra una barzelletta, ma la scrittura che si usa nella Repubblica Popolare Cinese è il cosiddetto "Cinese semplificato", voluto negli anni '50 dal Partito Comunista Cinese per aumentare l'alfabetizzazione. Figuratevi allora la versione "complicata" (il c.d. "Cinese tradizionale")! Per info chiedere agli abitanti di Hong Kong, Macao, Taiwan ed ai cinesi residenti all'estero.
Riassunto schematico del tragitto cinese: da Hong Kong al Kazakistan passando per la Mongolia

sabato 14 aprile 2012

Prossima tappa: Hong Kong & Macao (Cina)

Bandiera di Hong Kong Britannica
(in uso fino al 1997)
Storia in breve: Fino all'inizio dell'800 Hong Kong era un porticciolo secondario ai confini dell'Impero Cinese, finchè un bel giorno gli inglesi non si resero conto della sua posizione strategica e cominciarono ad importare l'oppio, un po' per smerciare le proprie vaste riserve, un po' per indebolire i locali e prendere il controllo della zona. Un giorno però i cinesi, affatto contenti dell'andazzo, affondarono un paio di navi inglese cariche dell'inebriante merce, i sudditi della Regina Vittoria potevano allora rimanere impassibili? Forse potevano, ma non lo fecero, infatti reagirono dando il via alle due Guerre dell'Oppio, che li videro ovviamente vincitori e che ufficializzò poco dopo Hong Kong come colonia britannica. La città divenne un importante centro degli scambi commerciali con l'oriente, ma gli inglesi la persero nel 1997, in seguito alla scadenza dei 99 anni di leasing (manco fosse un'Alfa Romeo aziendale) accordati con la Cina alla fine dell'800 e restituirono il maltolto a Pechino, che tutt'ora ne gestisce alcuni aspetti amministrativi, anche se lascia un ampia autonomia alla sua più importante SAR (Special Administrative Region).
Storia simile per Macao, ma anziché gli inglesi, i protagonisti sono stati i portoghesi, che hanno avuto in gestione la città dal XVI secolo fino al 1999, utilizzandola come importante base di scambi con la Cina.
La posizione di Hong Kong, a sud della Cina.
Poco più ad ovest si trova Macao.
Aspettative: Per quanto riguarda entrambi i posti non mi aspetto molto. Hong Kong mi da l'idea di una versione più viva e pittoresca di Singapore, di Macao ho invece in testa l'idea di un posto che non c'entra niente con quello che lo circonda e abbastanza finto. Visita di curiosità più che di interesse, che verrà dunque ridotta ai minimi termini.
Cose da vedere: A Macao, a parte il Casino (inteso come sala da gioco) pare che l'attrattiva principale siano le rovine della Chiesa di St.Paul, eredità dell'epoca portoghese, ad Hong Kong invece temo scatterà la classica gita sul Victoria Peak per vedere il panorama della città, oltre agli immancabili giri tra i grattacieli e i mercatini locali e strafocchiamenti di riso e noodles.
Pazzesco se ci pensi: Macao ed Hong Kong sono tra le regioni dotate di una certa autonomia più densamente popolate della terra, rispettivamente al 2° e al 4° posto. Macao ha infatti una densità abitativa di ben 16mila abitanti per chilometro quadrato, mentre Hong Kong è parecchio distanziato, con "appena" 6300 abitanti/km2.

lunedì 12 settembre 2011

Prossima tappa: Nuova Zelanda

Se c'è una cosa che mi sta sulle balle è andare in un paese senza sapere niente del posto, senza sapere cosa fare e senza avere una minima idea della storia/geografia locale oltre ad avere una perlomeno vaga idea del tragitto da percorrere. Siccome non ho niente di meglio da fare, ho deciso che da oggi vi proporrò una rubrica in cui potrete leggere una sintesi estrema delle mie ricerche. Eccola.

L'Isola del Nord
Storia in breve: Completamente disabitata fino a meno di mille anni fa, la Nuova Zelanda fu colonizzata in origine da popolazioni polinesiane che dominarono indisturbate fino al XVII secolo chiamando queste terre Aotearoa e sviluppando una cultura propria.
Gli europei non si videro da queste parti fino a metà del 1600: i primi ad arrivare furono gli olandesi  con Abel Tasman i quali battezzarono queste isole con il nome attuale (la “vecchia” Zelanda è una regione olandese), salvo poi farsi rubare la colonia dagli inglesi, più abili ad intortarsi i Maori col commercio. La scoperta dell'Oro nella seconda metà dell'800 lanciò definitivamente la colonia e richiamò numerosi immigrati da Cina e Europa che dichiararono l'indipendenza di fatto nel 1907, mentre quella ufficiale è del 1947.

Aspettative: All'inizio devo ammettere che erano abbastanza basse. Mi son sempre immaginato la Nuova Zelanda come una specie di Svizzera degli antipodi (Svizzera=noia nel mio cervellino pregno di ignoranza), o come i fratelli sfigati dell'Australia, ma devo ammettere che sto rapidamente cambiando idea man mano che avanzo con l'esplorazione: almeno qua all'estremo sud i posti visitati o ancora da visitare sono notevoli. Aspettativa dunque alta.

L'Isola del Sud
Cose da vedere: Da un paese giovane come questo non ci si può certo aspettare niente di storico, saranno quindi i paesaggi a farla da padrone: montagne e laghi dell'Isola del Sud, con particolare interesse verso i fiordi della costa sud-occidentale. Puntata sportiva in occasione dei mondiali di Rugby per Irlanda-Italia a Dunedin. Inseguimento di paesaggi costieri man mano che si va verso nord. Scarpinate varie ed eventuali (vari vulcani e/o ghiacciai sono nella lista delle possibili sfacchinate). Ampiamente già vista Wellington, rimane solo Auckland come grande città da visitare, visto che Christchurch è un cumulo di macerie a causa dei vari terremoti.

Tragitto previsto: Per conciliare il lavoro con lo zingarismo, il tour neozelandese sarà spezzettato in maniera anomala: la parte meridionale dell'Isola del Sud verrà esplorata tramite piccole gite da 2/3 giorni durante i giorni liberi. Mete principali: Dunedin e costa sud-orientale, Invercargill e costa meridionale, Milford Sound e Fiordland a Ovest.
Quando il momento sarà poi propizio poi mi prenderò delle meritate ferie con cui conto di randagizzare prima nella metà settentrionale dell'Isola del Sud (ghiacciaio Franz Josef e altre mete ancora da individuare), e poi nell'intera Isola del Nord.

Curiosità: La capitale della Nuova Zelanda non è Auckland come molti pensano, ma Wellington, città in cui fu riposizionato il parlamento nel 1863 per avere il governo in una posizione geografica più centrale ed evitare che l'Isola del Sud diventasse una colonia separata.

Parola utile: "Kia ora" = ciao (Maori). "Gimme a motherfucking beer you prick" = buongiorno mi scusi vorrei gentilmente una birretta fresca se non le arreca troppo disturbo (Inglese)*

*: con quest'ultima riceverete uno schiaffone in omaggio.